Fattura un cliente, conferma un pagamento ricevuto o documenta una spesa il cui scontrino è andato perso. Compila il modulo, controlla l'anteprima e salva in PDF.
Una fattura richiede un pagamento. In Italia, tra soggetti con partita IVA e in quasi tutti i casi, la fattura con valore fiscale è quella elettronica trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI); il PDF generato qui è utile come copia di cortesia, proforma o per clienti esteri. Deve riportare numero progressivo, data, dati di emittente e cliente, partita IVA o codice fiscale, descrizione, imponibile, aliquota e IVA (o la dicitura del regime forfettario). Una ricevuta conferma l'incasso, ad esempio di un pagamento in contanti.
Una dichiarazione di spesa serve alla tua contabilità quando il giustificativo di un fornitore è perso. È chiaramente indicata come redatta da te, riporta data, fornitore, importo, finalità e motivo della mancanza, va affiancata ad altre prove come l'estratto conto e non consente di detrarre l'IVA.
Usa una numerazione progressiva (FT-2026-001, -002…) e conserva una copia di ogni documento. La guida per organizzare gli scontrini propone una struttura semplice.
Sì, senza registrazione, filigrane o limiti. Nella finestra di stampa scegli «Salva come PDF».
No. In Italia la fattura elettronica va trasmessa in formato XML tramite SdI. Il PDF serve come copia di cortesia, proforma, ricevuta o per clienti esteri non soggetti all'obbligo.
No. Solo chi ha incassato può emettere lo scontrino. Ricrearlo è falso. Chiedi un duplicato, usa l'estratto conto e compila qui una dichiarazione.
Sì. Imposti l'aliquota per voce (22 % di default); l'anteprima mostra imponibile, IVA per aliquota e totale. In regime forfettario indica 0 % e aggiungi la dicitura nelle note.
Da nessuna parte, a meno che tu non spunti «ricorda»: in quel caso solo i dati della tua attività restano nella memoria locale di questo browser.