La fattura è il documento fiscale che il fornitore emette per l'operazione; tra soggetti residenti in Italia è elettronica e passa dal Sistema di Interscambio. Lo scontrino, che dal 2020 per molti commercianti al minuto è diventato «documento commerciale», prova l'acquisto e il pagamento, ma di norma non basta per detrarre l'IVA. Per chi ha la partita IVA la regola pratica è chiedere la fattura al momento dell'acquisto e tenere il documento di pagamento insieme.
- Per detrarre l'IVA servono di norma la fattura o la fattura semplificata; il documento commerciale non basta.
- La fattura semplificata (art. 21-bis DPR 633/1972) è ammessa fino a 400 € IVA inclusa.
- Dal 1° gennaio 2025 tutti i forfettari emettono fattura elettronica.
- Lo «scontrino parlante», con codice fiscale o partita IVA, collega l'acquisto a un soggetto preciso, ma non sostituisce la fattura.
- Conserva fatture e scritture per dieci anni, come spieghiamo nella guida alla conservazione.
Qual è la differenza tra fattura e scontrino?
La fattura è un documento fiscale emesso dal venditore per documentare una cessione di beni o una prestazione di servizi; lo scontrino, o più precisamente il documento commerciale, attesta una vendita al dettaglio e il relativo pagamento. Rispondono a due domande diverse: la fattura dice chi ha venduto a chi, che cosa e con quale IVA; il documento commerciale dice solo che in un negozio è stato incassato un importo.
La differenza non è solo di forma. La fattura riporta i dati di cedente e cessionario, un numero progressivo, la descrizione dell'operazione, l'imponibile, l'aliquota e l'imposta. Il documento commerciale, nella versione standard, ha l'elenco degli articoli e il totale, ma non identifica chi ha comprato. Per questo, quando un'impresa o un professionista compra qualcosa, la fattura è quasi sempre il documento che conta davvero.
| Documento | Chi lo emette | Che cosa prova | Basta per detrarre l'IVA? |
|---|---|---|---|
| Fattura (elettronica) | Il fornitore, tramite SdI | L'operazione, le parti, l'imponibile e l'IVA | Sì, se l'operazione è inerente e detraibile |
| Fattura semplificata | Il fornitore, fino a 400 € IVA inclusa | L'operazione con dati ridotti | Sì, nei limiti di legge |
| Documento commerciale | Il commerciante al minuto | Vendita e pagamento al dettaglio | No |
| Documento commerciale «parlante» | Il commerciante, con codice fiscale o P. IVA | Che l'acquisto è riferibile a un soggetto | No |
| Ricevuta o quietanza | Chi riceve il pagamento | Che il pagamento è avvenuto | No |
Che cos'è il documento commerciale e ha sostituito lo scontrino?
Dal 1° gennaio 2020 il documento commerciale ha sostituito lo scontrino fiscale e, in molti casi, la ricevuta fiscale per i commercianti al minuto che trasmettono i corrispettivi in modo telematico con il registratore telematico. I dati dei corrispettivi vengono trasmessi all'Agenzia delle Entrate e a te resta la copia della vendita.
Può esistere in due versioni. Quello standard riporta articoli e totale. Quello «parlante» indica anche il codice fiscale del cliente o, per le imprese e i professionisti, la partita IVA, ed è quello richiesto in molti casi in cui l'acquisto va collegato a una persona: per esempio per alcune spese sanitarie detraibili dalle persone fisiche, per cui serve il codice fiscale sul documento. Chiedilo prima di pagare, comunicando i dati alla cassa.
Attenzione al punto che crea più confusione: il documento commerciale, anche se «parlante», non è una fattura. Può documentare che hai sostenuto un costo, e quindi supportarne la deduzione se la spesa è inerente alla tua attività, ma non consente di detrarre l'IVA.
Quando la fattura deve essere elettronica?
Tra soggetti residenti o stabiliti in Italia la fattura è, di regola, elettronica e va trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI), che la recapita al destinatario. Il file è un XML, non un PDF: il PDF che a volte ricevi per e-mail è soltanto una copia di cortesia. Per i dettagli aggiornati il punto di riferimento è la pagina dell'Agenzia delle Entrate dedicata alla fatturazione elettronica.
Questo vale anche quando vendi a un consumatore privato: la fattura, se la emetti o se il cliente la chiede, segue la stessa strada. Al cliente privato la fattura arriva in forma elettronica, e a lui basta una copia leggibile. Per le operazioni con soggetti esteri le regole sono diverse: chiedi al tuo commercialista come trattarle.
E se sei in regime forfettario?
I forfettari emettono fattura elettronica, e dal 1° gennaio 2025 l'obbligo vale per tutti. Nel 2024 erano ancora esonerati i contribuenti con ricavi o compensi dell'anno precedente fino a 25.000 €; dal 2025 questa soglia non si applica più. Chi è in regime forfettario non addebita l'IVA in rivalsa al cliente, e per questo deve indicare in fattura il riferimento al regime agevolato, nella forma indicata dalle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.
Sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 € va inoltre applicata l'imposta di bollo da 2 €, che di norma si addebita al cliente e si indica in fattura. Il forfettario non applica l'IVA e non la detrae sugli acquisti. Le fatture dei fornitori e quelle emesse restano comunque da conservare, come spieghiamo nella guida su quanto tempo conservare fatture e scontrini.
Che cos'è la fattura semplificata?
È una fattura con meno dati obbligatori, ammessa dall'articolo 21-bis del DPR 633/1972 quando l'importo complessivo non supera 400 € IVA inclusa. Se la ricevi, trattala come una fattura vera: è un documento fiscale e, nei limiti di legge, consente la detrazione dell'IVA.
Per l'elenco esatto dei dati richiesti fai riferimento al testo del DPR su Normattiva o al tuo commercialista.
Per detrarre l'IVA basta lo scontrino?
No: per detrarre l'IVA sugli acquisti serve di norma la fattura, anche semplificata, intestata alla tua partita IVA. Il documento commerciale, anche se parlante, può al massimo documentare il costo se la spesa è inerente all'attività. Il documento commerciale standard non identifica chi compra né espone l'imposta come fa una fattura.
In concreto, se compri un computer per lavoro in un negozio, il rischio più comune è tornare a casa con il solo documento commerciale e scoprire poi che non basta. Per le imprese e i professionisti la richiesta della fattura va fatta al momento dell'acquisto: l'obbligo del commerciante al dettaglio di emetterla se richiesta vale se la richiesta arriva non oltre il momento dell'operazione.
Per il carburante c'è un'ulteriore condizione: dal 1° luglio 2018 la deduzione del costo e la detrazione dell'IVA richiedono che il pagamento sia tracciabile, con carta di credito, carta di debito o altro mezzo tracciabile. Pagare in contanti al distributore, anche con la fattura, mette a rischio entrambe.
Ricevuta fiscale, ricevuta, notula e parcella: che cosa sono?
Sono nomi che si incontrano ancora, ma non indicano più cose equivalenti. La ricevuta fiscale era il documento che molti esercenti, come ristoranti o artigiani, rilasciavano in alternativa allo scontrino; oggi, per chi trasmette i corrispettivi in telematico, è stata superata dal documento commerciale. La ricevuta o quietanza è la dichiarazione di chi incassa che il pagamento è avvenuto: serve a provare di aver pagato, non a documentare l'IVA. La notula o parcella è il conto che un professionista presenta al cliente prima dell'incasso; il documento fiscale vero e proprio, per chi ha la partita IVA, resta la fattura.
- Estratto conto o ricevuta del POS: prova il pagamento e la data, non cosa hai comprato. Tienila insieme alla fattura.
Come funziona in un mese tipo?
Prendiamo Giulia, fotografa con partita IVA in regime ordinario, che lavora per clienti privati e per qualche azienda. Nel corso di ottobre emette una fattura, compra un obiettivo, fa rifornimento e prende un caffè con un cliente. I prezzi dei fornitori sono indicati con IVA al 22%.
| Evento | Documento | Importi | Che cosa ne fa Giulia |
|---|---|---|---|
| Fattura a un cliente per un servizio fotografico | Fattura elettronica emessa via SdI | 1.500,00 € + IVA 330,00 € = 1.830,00 € | Registra il ricavo e archivia l'XML con l'incasso |
| Acquisto di un obiettivo in negozio | Fattura intestata alla sua partita IVA | 1.000,00 € + IVA 220,00 € = 1.220,00 € | Registra l'IVA a credito e ammortizza il bene |
| Rifornimento con carta | Fattura elettronica del distributore | 61,00 € (IVA 11,00 € inclusa) | Costo e IVA, con pagamento tracciabile |
| Cartoleria per le stampe | Documento commerciale senza fattura | 24,40 € | Conserva la scansione come prova del costo; l'IVA non si detrae con questo documento |
| Caffè con un cliente | Documento commerciale standard | 3,50 € | Annota il motivo; limiti di deducibilità secondo le regole |
Se Giulia chiedesse la fattura anche per la cartoleria, potrebbe detrarre i 4,40 € di IVA, ma solo se il fornitore la emette al momento dell'acquisto. Ogni riga finisce con due elementi tenuti insieme: il documento e una breve nota su cosa è e perché è stato acquistato. È questo collegamento a permetterle di rispondere a una domanda del commercialista senza ricostruire il mese a memoria.
Che cosa deve contenere una fattura che emetti tu?
Deve permettere a chi la legge, anche tra anni, di capire l'operazione. Controlla questi punti prima di inviarla, e per i dettagli normativi fai riferimento al tuo commercialista:
- Numero progressivo e data, senza buchi nella sequenza.
- Dati del cedente e del cessionario: denominazione, indirizzo, partita IVA o codice fiscale.
- Descrizione dei beni o dei servizi, con quantità e prezzo.
- Imponibile, aliquota e importo dell'IVA, oppure il riferimento al regime che esclude l'IVA, come per i forfettari.
- Bollo da 2 € quando previsto, ad esempio sulle fatture senza IVA sopra 77,47 €.
Se non hai ancora un gestionale, il generatore di fatture gratuito ti aiuta a preparare un documento ordinato; ricorda però che la fattura elettronica va comunque trasmessa tramite SdI con un software o un servizio abilitato. Quando invece vendi al banco e un cliente vuole una prova del pagamento, puoi usare il generatore di ricevute di acquisto per le tue vendite, mai per ricreare il documento di un fornitore che hai perso. In quel caso leggi cosa fare se perdi una fattura o uno scontrino.
Quali errori causano più problemi?
- Accontentarsi dello scontrino per un acquisto professionale. Poi non c'è modo di detrarre l'IVA: chiedi la fattura prima di pagare.
- Dimenticare il bollo. Sulle fatture del forfettario sopra 77,47 € va indicato e assolto.
- Pagare il carburante in contanti. Anche con la fattura, il pagamento non tracciabile compromette deduzione e detrazione.
- Lasciare sbiadire lo scontrino termico. Scansionalo entro pochi giorni, come spieghiamo nella guida su come scansionare le ricevute con l'iPhone.
Come organizzare fatture e scontrini senza impazzire?
- Dai nomi coerenti ai file. Un formato come
2026-10-09_Fornitore_1220,00_fattura.xmlmostra data, fornitore e importo senza aprire il file. - Separa entrate e uscite. Una cartella per le fatture emesse con gli incassi, una per i costi con fatture e scontrini.
- Abbina fattura e pagamento. Quando saldi, conserva la prova del pagamento accanto al documento.
- Annota subito il motivo. Una riga, finché te ne ricordi.
- Riconcilia ogni mese. Confronta i documenti con l'estratto conto e cerca ciò che non torna: una fattura senza pagamento, un addebito senza documento.
Per il metodo completo leggi come organizzare le ricevute per le tasse. Se lavori anche con clienti stranieri, tieni a mente che negli Stati Uniti le regole su ricevute e fatture sono diverse: la versione inglese di questo articolo spiega quelle dell'IRS.
Dove entra ReceGuard: ReceGuard scansiona gli scontrini sul tuo iPhone, legge importo, data ed esercente direttamente sul dispositivo e salva l'immagine con una nota sul motivo professionale. Così hai pronta la parte «scontrino» da abbinare alla fattura relativa. L'app non sostituisce le fatture che emetti né la consulenza di un commercialista.
Domande frequenti
Fattura e scontrino sono la stessa cosa?
No. La fattura documenta l'operazione tra le parti e riporta l'IVA; lo scontrino, oggi documento commerciale, prova una vendita al dettaglio e il pagamento. Solo la fattura, anche semplificata, consente di norma di detrarre l'IVA.
Il documento commerciale con partita IVA vale come fattura?
No. Il documento commerciale «parlante» collega l'acquisto al tuo codice fiscale o alla tua partita IVA, ma non è una fattura e non basta per detrarre l'IVA. Per quella serve la fattura, da chiedere al momento dell'acquisto.
Fino a quale importo si può emettere la fattura semplificata?
Fino a 400 € IVA inclusa, secondo l'articolo 21-bis del DPR 633/1972. Sopra quell'importo serve la fattura ordinaria.
I forfettari devono emettere la fattura elettronica?
Sì, dal 1° gennaio 2025 tutti i forfettari emettono fattura elettronica. Nel 2024 erano ancora esonerati i contribuenti con ricavi o compensi fino a 25.000 € nell'anno precedente.
Posso chiedere la fattura dopo aver pagato in negozio?
Per le imprese e i professionisti la richiesta va fatta al momento dell'acquisto. Una richiesta tardiva non ti dà la certezza di ottenerla, quindi chiedila prima di pagare.
Quanto tempo devo conservare fatture e scontrini?
Di regola dieci anni dall'ultima registrazione, secondo l'articolo 2220 del codice civile. Il dettaglio è nella guida su quanto tempo conservare fatture e scontrini.
Fonti
- Agenzia delle Entrate: fatturazione elettronica
- Agenzia delle Entrate: portale ufficiale
- Normattiva: DPR 633/1972 (IVA), art. 21-bis, e codice civile, art. 2220
Questo articolo offre informazioni generali sulla documentazione delle spese, non consulenza fiscale. Le norme cambiano e ogni caso è diverso; la decisione finale spetta a un professionista qualificato.
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